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Tariffa monoraria, bioraria e multioraria: le differenze

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Come ben sapete, esistono essenzialmente tre fasce orarie, ovvero la F1, la F2 e la F3. Ad ognuna di esse corrisponde una determinata tariffa: più alta per la F1 e più basse per la F2 e per la F3. In alcuni casi all’interno della bolletta della luce viene indicata anche la fascia F23, la quale unisce le fasce 2 e 3. Queste fasce sono da tenere a mente per comprendere le caratteristiche della tariffa monoraria, di quella bioraria e della multioraria. Quali sono le differenze fra di esse?

Conoscere la tariffa sottoscritta è fondamentale

Proprio come dice il nome la tariffa monoraria non riguarda più di una fascia oraria. Al contrario ce n’è solamente una: il costo per l’energia elettrica è sempre uguale. È uguale durante tutti i giorni della settimana, festivi compresi, a tutte le ore del giorno e della notte. Quando si parla di tariffa bioraria, invece, si hanno due fasce: F1, ovvero la più cara, e F23, le cui tariffe sono più basse.

La tariffa multioraria

Chi sottoscrive una tariffa multioraria, nella bolletta della luce troverà tre prezzi: uno relativo alla fascia F1, uno per la F2 e uno per la F3. Questa tariffa è molto apprezzata. Infatti consente all’utente di regolarsi in base alla fascia e di consumare più energia durante i momenti del giorno e della notte in cui si spende meno.

Qual è la tariffa migliore?

Naturalmente la risposta è questa: dipende. Si potrebbe pensare che la tariffa monoraria sia la meno conveniente, ma spesso non è così. Ad esempio, per chi consuma più energia durante le ore in cui la domanda di energia elettrica è più alta e i prezzi sono più cari, la monoraria è spesso una scelta ottimale. In generale tutto dipende molto dall’offerta proposta dal fornitore e dalle abitudini di consumo. Pertanto ogni tariffa può essere la più adeguata. Per capire qual è quella giusta per il proprio immobile è sempre necessario analizzare attentamente consumi, esigenze e offerte disponibili.